Montefredente con le frazioni Sant'Andrea, Pian del Voglio, Monteacuto Vallese, Madonna dei Fornelli, Ripoli, Castel dell'Alpi, Qualto, Cedrecchia, Zaccanesca, Pian di Balestra appartiene al comune di San Benedetto Val di Sambro (BO).
San Benedetto Val di Sambro è un comune relativamente nuovo essendo l’attuale assetto amministrativo posteriore all’Unità d’Italia e fu il risultato dell’accorpamento di varie terre che ebbero nel passato diversa e indipendente giurisdizione.

E’ noto infatti che nel tardo medioevo fino al primo ‘800 il territorio di ogni parrocchia e i suoi abitanti erano riuniti in Comune (Comune rurale) che si formò spontaneamente con la disgregazione dell’organizzazione politica feudale proprio dalle parrocchie preesistenti. Da un documento del 1757 appare che S.Benedetto non era organizzato in Comune, la parrocchia essendo anzi divisa fra i Comuni di Qualto e Poggio dei Rossi (o Russi). Una propria vicenda storica ebbe invece Piano del Voglio, legata alle vicissitudini della famiglia dei Conti De’ Bianchi, reggitori di quella terra fino alla conquista napoleonica.

Si formò il Comune e la sede fu a Piano del Voglio fino al 1871, quando il nuovo governo sabaudo-piemontese preferì razionalizzare le circoscrizioni amministrative trasferendo la sede comunale a S.Benedetto, borgo meno periferico di Piano rispetto alle rimanenti località del territorio comunale. Liti legali, ricorsi avvelenarono i rapporti dei due borghi fino al 1922, quando fu stabilito con decreto che il Comune assumesse il nome di S.Benedetto Val di Sambro, confermando la sede amministrativa in questo borgo.
San Benedetto Val di Sambro, con i suoi 4.372 abitanti, è uno degli otto comuni membri della Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi. La Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi comprende le valli dei fiumi Savena, del Sambro, del Setta, del Reno e dell'Idice. È costituita dai comuni di:
- Castiglione dei Pepoli
- Loiano
- Monghidoro
- Monterenzio
- Monzuno
- Pianoro
- Sasso Marconi
- San Benedetto Val di Sambro
La comunità confina a nord con i comuni di Casalecchio di Reno e Bologna; a sud con le Provincia di Firenze e Prato; a est con la Comunità Montana Valle del Santerno; a ovest con la Comunità Montana Alta e Media Valle del Reno e con la Comunità Montana Valle del Samoggia. Il territorio delle Valli Bolognesi si snoda attraverso 5 Valli, che prendono il nome dai fiumi che le percorrono.

Potrete scegliere i vari itinerari proposti dai tre Parchi che attraversano queste Valli: dal Parco dei Gessi Bolognesi, coi suoi affioramenti gessosi e le sue oltre 200 grotte, al Parco Storico di Monte Sole, fino al Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone, ricco di castagneti secolari.
Sarete immersi nella natura e vivrete attraverso i suoi profumi, suoni e sapori, un'esperienza unica e affascinante.
Nel percorrere il territorio delle Valli Bolognesi, non potrete non accorgervi di un Mausoleo dedicato a uno degli scienziati più noti del secolo scorso: Guglielmo Marconi. È proprio da queste colline che lo scienziato realizzò i suoi primi esperimenti sulla radio. Ancora oggi potrete vivere l'emozione di quelle scoperte visitando il Museo della Fondazione Marconi, uno dei più prestigiosi centri italiani di ricerca nel campo della telecomunicazione.
Tra queste valli si sono sviluppate le esperienze più genuine delle scienze, testimoniata dai numerosi mulini ad acqua, grazie ai quali i nostri umili predecessori lavoravano con passione e in essi esprimevano sempre nuova inventiva. Presso il Lago di Suviana si scorgono la diga e la centrale, che trasforma in energia elettrica quel che un tempo, negli antichi mulini, era semplice energia meccanica.
Nei pressi del lago potrete ammirare la centrale fotovoltaica che imprigiona i raggi solari, mentre la forza del vento viene catturata dalle strabilianti pale eoliche di Monte Galletto.
Potrete trattenervi un po' di più all'osservatorio astronomico del Monte Orzale, nei pressi di Loiano, dove da un potente telescopio potrete ammirare cose inimmaginabili.

Le stagioni migliori per effettuare escursioni sono sicuramente la primavera e l’autunno, dove, in una grande tranquillità, è possibile assaporare il vero senso della montagna e la proverbiale ospitalità dei montanari.

Per chi vuole effettuare osservazioni di tipo naturalistico, si consiglia la primavera con la sua entusiasmante fioritura; quasi ogni giorno è possibile osservare la fioritura di una specie nuova. Si consiglia invece l’autunno per i colori ed i paesaggi, ma soprattutto per il clima, ed anche per i suoi stupendi prodotti: i funghi e le castagne. Troverete escursioni da effettuare in una sola giornata e che non presentano eccessive difficoltà, ma che richiedono comunque un abbigliamento adeguato, visto i repentini cambiamenti di tempo, tipici della dorsale appenninica. Ricordate sempre che la montagna, anche la più facile deve essere affrontata con umiltà ed attenzione.
La zona, tipica meta di villeggiatura estiva, è ricca di boschi e sorgenti, dalle cui pendici si godono ambientazioni naturalistiche suggestive. Il lago di Castel dell'Alpi,
Monte Bastione con la Strada Romana, l'architettura medievale di Torre Galappio ed il palazzo Ranuzzi a Pian del Voglio, il Santuario di Serra a Ripoli, numerosi mulini sui torrenti Setta e Sambro uniti da una buona sentieristica offrono un territorio adatto alle escursioni ed alla tranquillità.
Da vedere a Pian del Voglio, a 12 chilometri dal centro appenninico il Palazzo Comitale con torre del quindicesimo secolo. Si trova presso la Chiesa di San Giovanni Battista: appartenne ai signori del luogo, i de' Bianchi, ospitò i Medici durante l'esilio da Firenze e fu residenza del Cardinal Lambertini, poi divenuto Papa Benedetto XIV. Poco più in là meritano una puntatina la Fattoria dei Conti Ranuzzi, il laghetto e il parco.
A Ripoli si trova la Chiesa di Sant'Andrea, di cui si ha notizia già nel '300, rifatta alla fine del '600. All'interno si può ammirare la Visitazione della Madonna attribuita a Guido Reni.
La località Madonna dei Fornelli deve il suo nome al Santuario dedicato alla Madonna della Neve, eretto nel 1638 dalla popolazione per celebrare la fine della peste descritta da Alessandro Manzoni nei "Promessi sposi". L'immagine di Maria con il Bambino, dipinta su rame, è visibile nel tempietto ampliato tra la fine dell'800 e i primi del 900 (sono di quest'epoca il rifacimento della facciata e l'abside). Ogni anno il dipinto viene portato in processione a Castel dell'Alpi, dove resta per otto giorni, per tornare al Santuario, con canti, campane e banda, il giorno dell'Ascensione.
Anche Castel dell'Alpi, a sette chilometri da San Benedetto, è meta ideale per una gita: nel 1951 una frana, ostruendo il corso del Savena, ha creato un bel laghetto artificiale sulle cui rive è possibile prendere il sole e fare pic-nic.
Gli amanti dello sci e della montagna che si recano a San Benedetto Val di Sambro non potranno perdere l'occasione di solcare le piste di importanti comprensori sciistici che si trovano nelle vicinanze come quello del Cimone e di Corno alle Scale.